Formarsi per formare: non è una cosa semplice!
di Ivana Summa e Luciano Lelli
In questi due primi mesi dell'anno scolastico in corso è partita la formazione in servizio dei docenti e, in particolare, quella gestita dalle reti di scuole su finanziamento diretto del MIUR. Corsisti, tutor ed esperti sono entrati in un turbine formativo che prevede lezioni in aula, lavori di gruppo anche on line, studio personale su contributi predisposti ad hoc, produzione di materiali, ecc. Tutta questa formazione è stata realizzata in tempi strettissimi e in concomitanza con altri incontri che, a livello di singolo istituto scolastico, permettono l'avvio delle lezioni e la programmazione delle attività dell'intero anno scolastico. C'è molta confusione in giro anche perché i docenti non hanno ancora compreso (ma la responsabilità non è loro!) se la formazione è obbligatoria o no. Inoltre, i dirigenti scolastici che presiedono le reti per la formazione debbono fare questo lavoro in aggiunta al loro vero lavoro e, quasi sempre senza avere una formazione specifica in tema di formazione. È facile osservare, infatti, come le azioni formative realizzate in rete siano utili - quasi in modo esclusivo - ai docenti che frequentano le attività e che, di solito, sono coloro che da sempre curano la propria formazione perché credono nella propria professione.


















