Disturbi specifici di apprendimento, aumentano i casi
In Italia sono oltre 250mila i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole di ogni ordine e grado affetti da disturbi della lettura, della scrittura e del calcolo, tre alunni su cento. Un numero elevato destinato ancora a lievitare perché, come sostengono al Miur, il processo di formazione dei docenti e le crescenti competenze didattiche hanno determinato una più consapevole e una sempre maggiore individuazione dei casi di sospetti di Dsa tra i frequentanti, dando seguito al necessario percorso diagnostico presso le competenti strutture sanitarie e determinando così l'incremento del numero delle certificazioni per le varie tipologie di disturbo.
I casi di DSA sono così diversificati: 139.620 gli alunni che presentano disturbi di dislessia, 57.259 quelli che accusano problemi di disgrafia, 68.421 di disortografia e 62.877 di discalculia. Nel volgere di appena un anno la loro presenza si è incrementata dell0 0,4%, passando dal 2,5 al 2,9 per cento, con una incidenza maggiore nella scuola secondaria di primo grado. Nell’anno scolastico 2010/2011, la percentuale di alunni Dsa era dello 0,7 per cento, comunque un boom al seguito della emanazione della Legge 170 del 2010, con la quale la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli alunni con disturbo specifico dell'apprendimento.
La problematica più diffusa è la dislessia, presente nel 42,5 per cento degli alunni che presentano disturbi dell'apprendimento; a seguire la disortografia (20,8 %) e la discalculia col 19,3 per cento.


















