Editoriale - Fare L'Insegnante n. 0/2017

 di Ivana Summa e Luciano Lelli

Fare l’Insegnante: sperimentare per innovare

Prima di tutto: ogni essere vivente va alla ricerca di un mondo migliore. Gli organismi sono attivi: sono incessantemente impegnati nella soluzione di problemi. Vivere è risolvere problemi...”(K. Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando Editore, 2002).

Queste riflessioni appartengono al pensiero di K. Popper, la cui filosofia ha segnato tutta la cultura del secolo scorso ed è più viva che mai ai nostri giorni. La vita, infatti, è un flusso di problemi che le persone imparano a risolvere ricorrendo a modalità e dispositivi già disponibili, oppure cercando di trovare nuove modalità e dispositivi. È la storia del genere umano, in tutte le sue manifestazioni.

Noi crediamo che anche la scuola sia “un organismo vivente”e come tale è attivamente alla ricerca di soluzioni per affrontare problemi vecchi e nuovi. E non sempre le soluzioni le troviamo “chiavi in mano” nelle riforme (tutt’altro, a volte creano problemi o danno soluzioni per problemi da creare!), mentre più spesso appartengono al patrimonio professionale di singoli insegnanti. Se visualizziamo le nostre aule come fossero botteghe artigiane e i docenti come “maestri”,allora possiamo osservare la specificità del lavoro scolastico: gli insegnanti “artigiani”. Secondo il bel saggio di Richard Sennett (L’uomo artigiano, Feltrinelli, 2009), l’uomo artigiano è l’homo artifex, che persegue, per se stesso e per la propria soddisfazione personale, la ricerca dell’opera mai finita e mai perfetta, ma fatta con arte, intelligenza, sapienza e conoscenza. Gli insegnanti artigiani non riproducono le stesse cose sempre nello stesso modo perché, nel fare, nel realizzare la loro “opera”, osservano gli effetti delle proprie azioni, scoprono opportunità, riflettono su possibili miglioramenti, introducono qualcosa di nuovo, si focalizzano sull’allievo.

Ebbene, questa nuova rivista, FARE L’INSEGNANTE, intende partire proprio dal“fare”dei docenti, non inteso come luogo in cui si ripetono stancamente delle pratiche routinarie, ma come luogo dell’“operatività”, ovvero luogo in cui si realizzano azioni efficaci, in cui si sperimenta in modo“operoso” la capacità di insegnare e la capacità di apprendere. Fino a qualche decennio fa, infatti, le riforme scolastiche venivano introdotte a valle di processi diffusi di innovazione messi in moto da insegnanti. Innovazioni significative che nascevano dalla riflessione e dalla messa in pratica delle teorie di grandi psicologi e pedagogisti - oggi scomparsi e che noi vogliamo rileggere e riascoltare - o semplicemente dalla ricerca-azione di insegnanti che hanno saputo utilizzare le loro aule come laboratori.

Ecco, noi riteniamo che grandi miglioramenti e piccole innovazioni continuino a entrare in scena nel chiuso delle nostre aule ma che non hanno la forza di espandersi perché non vanno oltre le mura (e i muri) delle nostre scuole e, a volte, vengono addirittura nascosti per una sorta di pudore professionale. Certo, le riforme scolastiche ci sono ancora, ma stentano a mettere radici perché spesso sentite come estranee e impositive e, comunque, non in grado di raccogliere davvero le mille esperienze che vengono condotte in aule-laboratori. Gli insegnanti hanno bisogno di protagonismo, di conoscere e far conoscere ciò che brulica nelle nostre scuole. Ecco, il taglio di questa nostra rivista vuole proprio essere quello dell’operatività: di coloro che sperimentano e ricercano e di coloro che ci invitano a riflettere con le loro analisi di teorie, di apporti di studiosi, di progettualità territoriale e, perché no, di norme e che ci aiutano a migliorare, a dare più coraggio e riconoscimento agli insegnanti artigiani.

Che cosa troveranno, quindi, in questa rivista all’esordio, i lettori che a essa vorranno accostarsi? Una serie di proposte diverse da quelle che generalmente caratterizzano le riviste approntate per gli insegnanti, ovvero sia alcune argomentazioni di taglio teorico seguite da pagine e pagine di“gastronomia didattica”di pronto uso, da riprodurre in modalità ripetitiva nelle pratiche scolastiche. Noi riteniamo siffatta consuetudine alquanto sterile, comunque lontana dallo spirito di ricerca ritenuto fondativo, evocato anche nella citazione da Popper. Pertanto, ogni intervento di cui FARE L’INSEGNANTE si sostanzia è una riflessione articolata su temi, problemi e specificità dell’azione d’insegnamento/apprendimento delle scuole ma non fine a se stessa, bensì sempre con orientamento operativo, contenente cioè indicazioni, suggerimenti, spunti, problematizzazioni, consigli, ….., inerenti all’attività diretta e concreta che ogni insegnante quotidianamente svolge a perseguimento del successo formativo delle persone/allievi affidati alle sue cure.

Ciò, bene inteso, senza la pretesa che le opinioni argomentate vengano senz’altro assunte nelle procedure del fare scuola, convinti che esse avranno conseguito un obiettivo apprezzabile se investite di attenzione auto-formativa da parte dei lettori, se capaci di innescare una messa in discussione delle scelte metodologiche privilegiate, anche contribuendo a confermare, mediante appunto il confronto con gli orientamenti additati dalla rivista, la buona pertinenza delle proprie soluzioni.

È per garanzia di tale requisito primario dell’operatività che gli articoli, sempre agili e di dimensione contenuta, sono in prevalenza redatti da insegnanti, selezionati per la loro appurata inclinazione a riflettere in ottica costantemente innovativa sulla qualità e l’efficacia della loro azione didattica quotidiana. Agli autori di altra collocazione professionale (in prevalenza dirigenti scolastici e tecnici) si è - coerentemente - raccomandato di coniugare la loro professionalità aggiuntiva con quella appunto esercitata quali docenti.

FARE L’INSEGNANTE (come i lettori possono inferire anche solo scorrendo questo numero 0) si avvale di una architettura stabile e quindi ricorrente (editoriale, temi e problemi al momento emergenti nel mondo della scuola, interventi di natura eminentemente didattica mirati specificamente per i livelli peculiari dell’ordinamento scolastico italiano - senza escludere, anzi prefiggendosi che essi possano attrarre l’interesse anche dei docenti di altri livelli, gradi e discipline -, rubriche: Maestri del passato che parlano al presente; Arte, Musica Spettacolo; Dal fronte normativo; Dall’ufficio di segreteria; Consigli di lettura).

Entro tale organizzazione testuale, la rivista, senza avere ovviamente un assetto monografico, focalizza in ogni numero una tematica centrale, a investigazione della quale da molteplici e differenziati punti di vista concorrono svariati articoli. In questo numero la tematica prevalente concerne l’insegnamento della lingua italiana (con riferimento esplicito al diffuso interesse per la questione suscitato da una presa di posizione di docenti universitari). Nel numero 1, in concomitanza con l’impegno professionale di tutti gli insegnanti, di pianificare il proprio itinerario didattico annuale, la tematica di rilievo primario sarà la progettazione curricolare.

Dando, in conclusione, uno sguardo sequenziale all’articolazione di questo numero, esso esordisce con una indagine di Marina Bertiglia, concernente il rapporto tra scuola e territorio, mediante esplicitazione di una esperienza concreta. A seguire Luciano Lelliinterviene con una analisi della querellesull’impreparazione linguistica degli studenti universitari italiani e la proposta di alcune ipotesi di soluzione della problematica, valutata sostanzialmente inefficace la serie dei rimedi suggerita dai professori dell’università.

Due “Problemi di scuola” sono in sequenza argomentati da Filippo Cancellieri, Il lessico dell’inclusione (come è adeguato che l’inclusione scolastica si attui nel tempo della “Buona Scuola”) e da Vittorio Venuti, La relazione come strumento di negoziazione nel contesto classe(insegnamento quale incontro con l’“altro”appunto realizzato tramite sinergia fattuale di relazione e negoziazione).

Segue la serie degli articoli riferiti ai vari livelli scolastici: per la “Scuola dell’infanzia” Nicoletta Calzolari analizza modalità giocose di ampliamento del lessico e Roberta Roversi, considera come le famiglie degli alunni possono partecipare alle attività in un’ottica di qualificazione della scuola stessa. Per la “Scuola primaria”Rosanna Rinaldi presenta un progetto da lei ideato e realizzato (Entusiasmo Empatia Apprendimento) per rendere l’apprendimento scolastico esperienza emotivamente intensa e gratificante; Elisabetta Renda evidenzia come dall’accostamento a composizioni musicali si possa pervenire all’intendimento della struttura della fiaba. Per la“Scuola secondaria di I gradoMichela Agazzani dimostra come la comprensione e la pratica della centralità del verbo lungo un articolato processo consenta di pervenire ad acquisire una funzionale competenza linguistica, semantica e testuale; Marco Bardelli affronta una questione matematica, evidenziando come esplorando si impari passando dal semplice addestramento a un consapevole apprendimento; Antonino Favara argomenta con icastica tensione operativa in merito alla scrittura sensoriale che, nell’espressione testuale, si avvale dell’apporto di tutti i veicoli percettivi. Per la“Scuola secondaria di II grado”Laura Azzoni si diffonde sulle modalità attuative di un laboratorio della lingua liquida, nell’ambito del quale gli studenti sperimentano concretamente le molteplici risorse tipiche della lingua; Massimo Esposito propone una efficace sinergia tra informatica e fisica, realizzabile con l’uso del laboratorio della seconda disciplina. Infine, Maria Grazia Accorsi tratta dell’educazione degli adulti nell’ambito dei CPIA, ponendosi circa il funzionamento degli stessi una serie serrata di interrogativi.

Concludono la sequenza delle riflessioni operative una lettera al direttore, con risposta, concernente le prove INVALSI in una classe seconda elementare e la serie delle rubriche: Laura Rossidedica un intenso ricordo all’insigne pedagogista “mondiale”Maria Montessori;Vincenzo Palermoanalizza due film incentrati su tematiche della diversità, sulle quali efficacemente si possono impegnare per comprensione gli studenti della secondaria;Anna Armoneconsidera il voto nelle sue caratteristiche di atto anche amministrativo; Marsa Bassani spiega come si deve procedere nella predisposizione dei PON., con pertinenza definiti un’opportunità per gli insegnanti; infine,Ivana Summaconsiglia, con evidenziazione delle qualità del volume, la lettura del libro di Giacomo Stella “Tutta un’altra scuola”. X

 

Rivista Online

Sommario

Editoriale
Fare l’Insegnante: sperimentare per innovare
di Ivana Summa e Luciano Lelli

 

TEMI DI SCUOLA

Rapporto scuola territorio: serve ancora parlarne?

di Marina Bertiglia

 

A proposito della polemica sull’impreparazione linguistica degli studenti universitari italiani

di Luciano Lelli

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Il lessico dell’inclusione

di Filippo Cancellieri

 

La relazione come strumento di negoziazione nel contesto classe

di Vittorio Venuti

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Ampliamo il lessico in modo giocoso

di Nicoletta Calzolari

 

“Qualifichiamo insieme la nostra scuola”: la partecipazione delle famiglie

di Roberta Roversi

 

SCUOLA PRIMARIA

Entusiasmo Empatia Apprendimento

di Rosanna Rinaldi

 

Dalla musica alla struttura della fiaba

di Elisabetta Renda

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

In principio era il verbo: dal verbo alla frase, dalla frase al testo per una più ampia competenza linguistico - semantica - testuale

di Michela Agazzani

 

Matematica: imparare esplorando

di Marco Bardelli

 

Scrittura sensoriale: competenze in tutti i sensi!

di Antonino Favara

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Il laboratorio della lingua liquida

di Laura Azzoni

 

Fisica nel laboratorio di informatica

di Massimo Esposito

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Insegnare agli adulti

di M. Grazia Accorsi

 

Maestri del passato che parlano al presente

Maria Montessori: una pedagogista mondiale

di Laura Rossi

 

Arte Musica Spettacolo

I linguaggi del diverso: tra storia e ultime frontiere

di Vincenzo Palermo

Legislazione e normativa scolastica

Il voto trasparente

di Anna Armone

 

Dall’ufficio di segreteria

I progetti P.O.N. - un’opportunità per gli insegnanti

di Marta Bassani

 

Un libro al mese

Tutta un’altra scuola! Quella di oggi ha i giorni contati

di Ivana Summa

 

Lettera al Direttore

Risponde Ivana Summa

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